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Ricordi di Fanfara

Inaugurata in biblioteca la mostra sui bersaglieri di Orzinuovi

La pioggia a intermittenza è stata sabato mattina come un invito per tutti i cittadini orceani a stiparsi sotto l’arco della Rocca di San Giorgio per vivere ancora più da vicino uno dei momenti più toccanti di questa “Orzinuovi in Fiera” 2017. Il sindaco Andrea Ratti ha abbracciato Giovanni Zavaglini, il collega sindaco del comun terremotato di Gualdo e lo ha invitato al centro della scena: dietro, venticinque bersaglieri in perfetta formazione con il classico cappello nero e il pennacchio pronto a scuotersi a ritmo di tromba; davanti, il pubblico orceano a fianco dei fratelli terremotati. Al sindaco è toccato il compito di tagliare il nastro di inaugurazione di una mostra storica, quella organizzata dall’Associazione nazionale bersaglieri – 85esima sezione di Orzinuovi intitolata nel 1932 a Carlo Valotti, bersagliere orceano invalido della Prima guerra mondiale e decorato al valore militare.

Le note dell’inno di Mameli hanno accompagnato tutti i visitatori su per le scale per osservare i reperti storici mantenuti in perfetta condizione: fregi, guanti, baschi, gargliardetti e divise sono tutti commentati e spiegati da documenti datati ed esposti con rigore cronologico. Colpisce la copia del busto funebre del Valotti, i quadri contenenti le medaglie originali commemorative, le prime pagine de La Domenica del Corriere in cui si raffigurano momenti di battaglia in trincea, le onorificenze del Regno d’Italia e della Repubblica Italiana spiegate nei minimi dettagli grazie a didascalie storiche.

Al centro della sala, un passo tratto dalla prefazione del libro “Un bersagliere racconta” di Ottorino Borghetti, che volentieri riportiamo:

Avevo bisogno di raccontare.
Specialmente ai giovani!
Noi abbiamo vissuto gli anni più belli
della nostra giovinezza nella bufera bellica,
quando invece, la vita avrebbe dovuto essere
un canto a tutte le cose.
Anche noi sentivamo esploder l’ardore dei vent’anni,
ma una nube minacciosa oscurò il sole.
Una chiamata imperiosa!
Una divisa grigioverde!
Era il dovere.



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